Accessibilità Digitale: Obblighi, Esenzioni e Casi Particolari per le Aziende

Accessibilità digitale, facciamo chiarezza:

Chi è obbligato ad adeguarsi? Chi ha davvero diritto alle esenzioni? E quando il tuo sito B2B rientra comunque tra quelli soggetti all’obbligo?

Dal 28 giugno 2025 entrerà in vigore il European Accessibility Act (EAA), che impone requisiti di accessibilità per una vasta gamma di prodotti e servizi digitali.

Tuttavia, la normativa prevede alcune esenzioni, pensate per evitare oneri sproporzionati, soprattutto per le piccole realtà. 

Esenzioni per le Microimprese

Le microimprese sono esentate dagli obblighi di accessibilità. La direttiva definisce microimpresa un’azienda che:

  • ha meno di 10 dipendenti,
  • fattura meno di 2 milioni di euro l’anno oppure ha un bilancio annuo sotto i 2 milioni.

In questi casi, l’esenzione è automatica e non serve produrre documentazione aggiuntiva, a meno che non venga richiesta da un’autorità.

Esenzioni per “Oneri Sproporzionati”: un percorso complesso

Le PMI (meno di 250 dipendenti, con fatturato annuo fino a 50 milioni di euro o bilancio annuo entro 43 milioni) possono teoricamente richiedere un’esenzione, ma solo in casi eccezionali. Il percorso è complesso, documentale e ad altissima soglia.

🔍 Criteri di valutazione

Secondo l’Articolo 14 e l’Allegato VI della Direttiva, per dimostrare un onere sproporzionato, l’azienda deve considerare:

  • le proprie risorse tecniche, finanziarie e umane;
  • i costi dell’adeguamento rapportati ai benefici per le persone con disabilità;
  • l’efficacia di eventuali soluzioni alternative a minor costo.

Ad esempio, il widget certificato AccessiWay ha un costo a partire da 490€/anno (640€/anno per siti multilingue fino a 1000 pagine). Un’azienda che vuole dichiararsi esente dovrebbe dimostrare di non poter sostenere questa spesa, con analisi di bilancio, previsioni finanziarie, e documenti ufficiali.

In sintesi: non basta dire che l’adeguamento è troppo caro, bisogna provare con dati contabili che le soluzioni economiche sono insostenibili.

Attenzione alle False convinzioni sull’esenzione

Molte PMI pensano di poter evitare l’adeguamento semplicemente dichiarando di non avere budget.
Falso.

La normativa richiede che l’impresa:

  • documenti dettagliatamente l’analisi dei costi/benefici,
  • conservi la documentazione per almeno 5 anni,
  • rivaluti periodicamente (almeno ogni 5 anni) la propria posizione,
  • metta a disposizione la documentazione su richiesta delle autorità.

La soglia è così alta che, nella pratica, solo aziende in seria difficoltà economica (quasi prossime al fallimento) possono aspirare a una deroga.

Chi ha un sito online e una presenza commerciale attiva, nella maggior parte dei casi non rientra.

Aziende B2B: quando l’obbligo dell’accessibilità digitale si applica comunque

Spesso le aziende B2B credono di essere escluse dall’obbligo di accessibilità, perché non vendono direttamente al consumatore finale. In realtà, il criterio non è la modalità di vendita, ma la destinazione del contenuto digitale.

Se un contenuto è:

  • pubblicamente accessibile,
  • rilevante per il consumatore finale,

allora è soggetto agli obblighi del regolamento.

Settori a rischio obbligo: sanitario, e-commerce e B2B con cataloghi

In ambito B2B esistono casi specifici in cui l’obbligo si applica. Vediamo i più frequenti:

💊 Settore sanitario

  • Case farmaceutiche che pubblicano bugiardini o istruzioni d’uso online.
  • Aziende che vendono dispositivi medici o integratori e forniscono informazioni al pubblico.

🛒 E-commerce

  • Tutti i siti che vendono online a clienti finali, anche se la logistica è in outsourcing o tramite rivenditori.
  • La presenza di carrelli, form di acquisto, tracciamento ordini, pagamenti digitali rende obbligatoria la conformità.

🛠️ Aziende B2B con cataloghi online

  • Se il sito pubblica schede tecniche, PDF, manuali o cataloghi digitali liberamente accessibili, anche senza e-commerce integrato, l’obbligo si applica.
  • Il fatto che l’acquisto avvenga offline o tramite rete commerciale non esenta dall’obbligo.

Come Possiamo Supportarti

In GRF Studio affianchiamo le aziende in tutti i passaggi per rendere accessibili siti e servizi digitali, con partner selezionati e soluzioni certificate:

Collaboriamo anche con studi legali specializzati in diritto dell’economia e dell’impresa, per offrire supporto in caso di controlli o contenziosi.

Contattaci per una Consulenza Personalizzata

Non sai se il tuo sito è soggetto all’obbligo? Hai bisogno di chiarimenti o vuoi evitare errori che potrebbero costare caro?

Contattaci: analizzeremo insieme il tuo caso e ti forniremo una soluzione su misura.

📞 0362 932624
📧 info@grfstudio.com

Condividi l'articolo: