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E tu ricordi cosa facevi in quel 1994 che ha cambiato per sempre il mondo del web marketing… e non solo?

Forse non ricorderai cosa hai mangiato a pranzo, ma se la domanda diventa: ricordi cosa facevi nel 1994, ecco che qualcosa ti tornerà senz’altro alla mente. Probabilmente, come milioni di italiani e non solo, nel luglio del 1994 avrai guardato la finale dei mondiali di calcio tra Italia e Brasile, magari perfino imprecato quando Roberto Baggio ha calciato sopra la traversa il rigore che avrebbe potuto regalarci un titolo incredibile.

Magari ricorderai l’esame di maturità che hai sostenuto quell’anno, o le vacanze trascorse con gli amici.

Di cose ne sono successe in quel 1994. Qualche esempio?

Il primo maggio 1994 è il giorno in cui Ayrton Senna muore in pista ad Imola. Ci lascia il campione di formula uno più amato. Proprio come era accaduto poche settimane prima al leader dei Nirvana, Kurt Cobain.
Nelson Mandela, dopo 27 anni di carcere per la sua lotta al segregazionismo e il premio Nobel ricevuto nel 1993, viene eletto presidente del Sud Africa
Che annata, per il cinema, quel 1994: escono nelle sale Forrest Gump, Il Corvo e Il Postino, ultima grande interpretazione di Massimo Troisi. E’ anche la stagione in cui vengono messi in onda i primi episodi di una serie tv destinata ad un successo planetario: Friends.
Venticinque anni fa veniva inaugurata un’opera quasi fantascientifica, il tunnel sottomarina che attraversa il canale della Manica e che collega la Francia alle bianche scogliere di Dover inglesi.
Quanti avvenimenti sono riaffiorati alla memoria. Non pensavi fossero accaduti tutti nel giro di pochi mesi, vero?
Il 1994 è anche l’anno di nascita del pinguino più famoso del web: Linux. Il primo sistema operativo open source.
Restiamo in tema, o quasi. Perché è successa un’altra cosa in quel lontano 1994. Qualcosa di cui probabilmente non ti sarai nemmeno accorto ma che era destinata a cambiare per sempre la quotidianità della maggior parte di noi. Anche la tua.
Perché nel 1994 viene pubblicato il primo banner pubblicitario. Oggi sappiamo tutti perfettamente che ogni volta che un utente fa clic con il tasto sinistro del mouse su un banner pubblicitario o banner Ad, questo semplice gesto garantisce un’entrata per il sito web che lo ospita e un collegamento diretto al prodotto reclamizzato.
Un concetto che ci appare elementare. E chissà quante volte anche noi lo abbiamo fatto. Da qualche anno a questa parte poi, con gli strumenti di remarketing che caratterizzano molte delle campagne digital, l’auto, l’albergo o la macchina fotografica che abbiamo visualizzato su un determinato sito, magari per acquistarla o magari anche solo per farci un’idea del costo, ci insegue letteralmente durante la nostra navigazione online.
Tutto questo ha un’origine precisa. E questa origine affonda le sue radici proprio nel ‘94 quando l’agenzia MCI per prima intuì e colse le allettanti prospettive della comunicazione pubblicitaria online mettendo a punto un banner interattivo da inserire sulla home page del sito Hotwired, versione online del noto magazine statunitense Wired. Il primo venne acquistato dalla compagnia telefonica americana “AT&T” e venne pubblicato il 27 ottobre 1994 con questo slogan:

«Hai mai cliccato qui con il tuo mouse? Lo farai».

Venticinque anni fa i siti erano un’infinità di meno e per collegarti usavi un modem 56k con quell’inconfondibile (e fastidioso) rumore e quella lentezza, quasi cinematografica, nell’aprire foto e pagine web.
Una lentezza nel muoversi all’interno del sito che creava una bella suspense, non c’è che dire. Qualche anno dopo avresti imparato a dire “scrollare”.

Il punto è che solo nel nuovo millennio e con la crescita esponenziale degli utenti del web, le aziende hanno iniziato a comprendere sempre più la portata della Rete come strumento di marketing.

Ti basterebbe riguardare uno dei vecchi spot tv che venivano trasmessi in quegli anni o, meglio ancora, i cartelloni pubblicitari che si trovavano sulle strade e sulle vetrine dei negozi per renderti conto di quanto quella scelta e quelle parole fossero rivoluzionarie per l’epoca.
Venticinque anni fa le aziende vendevano prodotti e servizi a un pubblico generico, oggi – come sostiene il marketer Bryan Eisenberg: “Il nostro lavoro di marketing è di capire cosa vuole comprare il cliente e aiutare a farlo”.
Ecco un dato su cui riflettere.

Oggi il tempo giornaliero speso online da qualsiasi device è di poco più di 6 ore, di cui 1 ora e 53 minuti sui social, più del doppio rispetto a quello passato davanti alla Tv e, ogni giorno, aziende come Google e Facebook mostrano miliardi di annunci pubblicitari. Per darvi un’idea più precisa, nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, ci sono 4 miliardi di persone connesse ad internet, più della metà della popolazione mondiale fatta di circa 7,5 miliardi di persone.
Bastano questi numeri per comprendere la portata e le potenzialità dell’advertising sul web. Qualcuno lo aveva già compreso 25 anni fa. Un quarto di secolo dopo che l’uomo era sbarcato sulla luna. Qualche capello bianco e qualche chilo in più per qualcuno di noi.